Analisi del videomessaggio di Berlusconi

 

Berlusconi durante il suo videomessaggio
Berlusconi durante il suo videomessaggio

Finalmente, il 18 settembre, dopo quattro giorni di attesa e dibattiti su cosa avrebbe detto, Berlusconi ha lanciato il suo videomessaggio.  Gli effetti politici sono il rilancio ufficiale di Forza Italia, del quale in verità si parlava da tempo, e la conferma del sostegno al Governo Letta. Quali sono invece le novità dal punto di vista comunicativo? Quanto è cambiato  Berlusconi dal “nuovo miracolo italiano” del 1994?
La testata on-line www.formiche.net ha raccolto tutti i videomessaggi di Berlusconi e intervistato alcuni esperti di comunicazione chiedendo un loro commento.
Il primo aspetto fondamentale, direi il più importante di tutto il videomessaggio, lo coglie Claudio Velardi (ex spin doctor di D’Alema e socio della Galassia Reti), il quale sottolinea l’obiettivo ottenuto da Berlusconi  di riuscire “a portare i media e gli italiani dove voleva, ovvero ha tenuto inchiodato il Paese per quattro giorni in attesa di questo suo videomessaggio.”
Le prime novità del videomessaggio di Berlusconi le sottolinea invece Paolo Guarino (spin doctor di Ignazio Marino, socio e fondatore di DGG consulting). Per la prima volta, infatti, Berlusconi ammette una sua possibile sconfitta (accettare cioè la decadenza), cosa mai avvenuta prima. Infatti, anche quando si dimise da Presidente del Consiglio parlando di gesto “nobile e generoso”, ribaltò quella che per tutti era una sconfitta. Aggiungo però, alla corretta analisi di Paolo Guarino, che oggi fa qualcosa di simile quando dice  “non è il seggio che fa il leader ma il vostro consenso”. Insomma, mi potranno togliere il seggio per colpa di una magistratura faziosa, ma non importa, non sono sconfitto, io continuo ad avere dalla mia parte il popolo. Guarino sottolinea inoltre come Berlusconi abbia scelto un orario, le sei del pomeriggio, non adatto a uomo da prime time come lui.
Ci sono però altri aspetti da sottolineare in questo video.
Intanto cambia la location: si torna a “casa” come nel 1994 e nel video del febbraio scorso, non più seduto con scrivania “istituzionale” e bandiere dell’Europa e dell’Italia sullo sfondo come nei video precedenti.
Come sottolinea Filippo Sensi (il celebre @nomfup) su Europa, le foto di famiglia sullo sfondo evidenziano la necessità di stringersi ai propri cari in un momento così drammatico.
L’inizio del suo messaggio è chiaro e incuriosisce perché annuncia una decisione da prendere… quale sarà? Ascoltiamo…
Soprattutto inizia con una serie di “yes-set”, affermazioni sulle quali siamo tutti d’accordo: la crisi, la depressione delle aziende, la disoccupazione giovanile, le tasse… aggiungendo poi che la colpa, ovviamente, è della sinistra. Il vecchio leader comincia raccontando una storia che parte dal 1994 e vede protagonista un uomo che decide di cambiare l’Italia e viene ostacolato da subito dai “cattivi” quei magistrati che gli fecero arrivare un avviso di garanzia durante il G8 a Napoli.
Ma Berlusconi è sempre stato innocente, dice lui, e lo grida letteralmente durante il suo video. Ora la storia si conclude da dove è iniziata: con Forza Italia, ultima chiamata per difendere la libertà degli italiani che è in pericolo.
Il tono di Berlusconi è affaticato, a tratti commosso e, anche con il corpo, sembra trasmettere l’amarezza di cui parla, quella che può provare un perseguitato a cui non è stato concesso neanche di esibire i suoi 171 testimoni a favore. Sottolineiamo in questo senso l’abilità di Berlusconi di utilizzare con precisione le cifre per dare credibilità alle sue tesi. Così come risulta efficace la ripetizione di alcune parole chiave, elemento ricorrente nella sua comunicazione sin dal videomessaggio della discesa in campo del 1994. Aspetti, questi, che analizziamo nei nostri corsi, sia quello di public speaking che di comunicazione politica.
Il tono affaticato non è quello dello sconfitto, è coerente con il ruolo che oggi Berlusconi sta assumendo, quello del perseguitato a cui ne stanno facendo di tutti i colori e intorno al quale bisogna stringersi tutti insieme e reagire, come dice nel videomessaggio, perché quello che accade a lui è una ingiustizia che riguarda tutti gli italiani.
Il video è però troppo lungo, 16 minuti, soprattutto se si pensa che gli altri video erano tutti tra i 7 e i 10 minuti. E va bene la ripetizione come strumento retorico ma non la ripetizione di concetti interi, rischiando di passare per il “nonno che ripete sempre le stesse cose”, come dice Guarino.
Il finale, con quel “Forza Italia” ripetuto tre volte, è davvero forzato e, a mio parere, poco efficace così come tutto il videomessaggio. Per molti è stato l’ultimo sussulto di un leader stanco, ormai finito. Troppo presto per dirlo, troppe volte si è rialzato più forte di prima, come hanno dimostrato le elezioni politiche del febbraio 2013. D’altronde il contenuto del suo video lo sapevamo già tutti, ma ne abbiamo parlato per una settimana intera. 1-0 per lui.

di Massimiliano Cavallo