Da Renzi a Cuperlo: le campagne per le primarie del PD

Gianni Cuperlo presenta la sua candidatura a segretario - Primarie del PD
Gianni Cuperlo presenta la sua candidatura a segretario – Primarie del PD

Qualche giorno fa, su questo blog, abbiamo presentato la campagna di comunicazione di Matteo Renzi per le primarie del PD.  Molto presto sul web si sono scatenati i commentatori, dividendosi tra entusiasti e scontenti. Come spesso accade, a criticare la campagna sono soprattutto i comunicatori politici (o presunti tali, verrebbe da dire per qualcuno…) e confesso di essermi divertito a vedere i commenti sulla pagina facebook di Giovanni Sasso, direttore creativo e socio di Proforma, la nota agenzia di comunicazione che cura la campagna di Renzi.  Il creativo di Proforma, qualche giorno fa, ha racchiuso in uno status il senso di tutti questi commenti “il successo dà alla testa. Soprattutto quello degli altri”.  Certo esprimere la propria opinione è legittimo e anche a me la campagna non entusiasma come altre realizzate da Proforma, ma spesso le critiche sono state prive di logica e vicine all’insulto. Qualche mese fa, in occasione degli Stati Generali della Comunicazione Politica che si sono tenuti a Roma, commentai le discussioni nate su twitter tra comunicatori citando Bukowski che diceva che “agli scrittori piace soltanto la puzza dei propri stronzi“, una frase che ben si adatta all’autoreferenzialità dei comunicatori politici.
Ad analizzare le campagne di comunicazione ci ha pensato anche Luigi Crespi, l’ex sondaggista di Berlusconi e tra gli ideatori del contratto con gli italiani nel 2001. Sul suo blog ha bocciato la campagna renziana e raccolto il parere di esperti di comunicazione quali Claudio Velardi e Klaus Davi, rilevando la bocciatura del primo e l’8 in pagella del secondo.  Crespi ha poi criticato aspramente la presentazione della candidatura di Matteo Renzi svoltasi a Bari, parlando di vero e proprio trionfo del narcisismo berlusconiano.
Oggi Crespi analizza la presentazione della candidatura a segretario del PD di Gianni Cuperlo e ne sintetizza bene, a mio parere, punti di forza e di debolezza. Dice Luigi Crespi che le cose che scrive Cuperlo sono stupendehanno una forte profondità di sinistra. Riesce ad essere complesso, ma nello tempo semplice. Se lo leggi.  Se lo ascolti o lo vedi è un disastro. Mentre leggevo il suo post mi è subito venuto in mente il dibattito Kennedy-Nixon del 1960 di cui abbiamo parlato pochi giorni fa e infatti, nelle righe conclusive, Crespi lo cita come esempio. E il destino di Cuperlo penso che sarà lo stesso di Nixon.

di Massimiliano Cavallo