Parlare in pubblico: gli errori più comuni

Parlare in pubblico: rassegna di errori
Parlare in pubblico: rassegna di errori

Oggi voglio divertirmi con te a prendere un po’ in giro tutti quei personaggi che, sono certo, avrai visto parlare in pubblico in modo sbagliato.

Forse riconoscerai in queste descrizioni quel politico là, oppure il tuo collega di lavoro o il tuo capo… quelli che dicono che tanto loro non hanno bisogno di nessun corso di public speaking.

Se invece riconosci te, beh… abbiamo un problema. Ma c’è una soluzione: ti consiglio un fantastico corso di public speaking con quel formatore, come si chiama? Quello bassetto…non ricordo il nome, appena mi viene in mente te lo suggerisco 😉

Ecco la mia rassegna (parziale) di orrori :

  • Quello che inizia: “non sono il più adatto a parlare di questo argomento” .  La tua reazione non può che essere “allora statté zitto!”
  • Quello che inizia con “mi spiace dovervi rubare del tempo prezioso”. Wow, se pensi questo di te stesso allora il tuo discorso sarà davvero interessante…
  • Quello che inizia i discorsi con “niente”… perché niente significa niente!
  • Quello che inizia i discorsi con “volevo iniziare parlando di…”  Volevi? Inizia, dimmi quello che hai da dire!
  • Quello che inizia i discorsi raccontando una barzelletta che non fa ridere nessuno!
  • Quello che scende dal palco e si congratula con se stesso perché chi lo ha ascoltato non ha capito una parola di quello che lui ha detto. Lo riconosci perché gongola nel guardare i punti interrogativi che circondano la tua testa. E quello che ha fatto la citazione in latino anche se non c’entrava nulla col suo discorso o quello che ha citato il poeta bulgaro che conosce solo lui
  • Quello che non guarda la platea ma fissa un punto nel vuoto come il personaggio Mimmo di “Bianco, Rosso e Verdone”
  • Quello che… siccome tutti parlano dietro a un leggio,  lui prende il microfono in mano e si mette davanti al leggio perché ha fatto un corso e gli hanno detto di abbattere le barriere prossemiche
  • Quello che gioca perennemente  con il microfono o con il suo filo, quello che tiene il microfono con due mani perché magari ha paura che scappi
  • Quello che parla camminando sul palco senza fermarsi un attimo perché ha fatto un corso e gli hanno detto di camminare…
  • Quello che “apro una parentesi”… e poi un’altra e un’altra ancora finché non si perde e dice: “dove eravamo rimasti?”
  • Quello che… “e per concludere”,  “ concludendo”… “e stavolta concludo davvero”…  e viene accolto dagli “ahhhh” liberatori della platea
  • Quello che si prepara il discorso e deve leggerlo per forza se no ha paura di sbagliare e legge anche l’inizio tipo questo  “buongiorno a tutti, sono tizio caio e faccio parte del circolo x del comune y”. Cioè, mi stai dicendo che non ti ricordi come ti chiami e da dove vieni e lo devi leggere?
  • Quello che ha fatto i corsi di public speaking e sa che si deve gesticolare e si è segnato sul foglio quando deve chiudere il pugno per indicare la forza, aprire le braccia per mostrare apertura ecc
  • Quello che alza la voce all’improvviso perché sa che si deve variare il tono …

E chissà quanti altri tipi conosci…

Corso public speaking parlare in pubblico

Se rientri in uno di questi mi sono ricordato il nome di quel formatore di prima e ti consiglio il suo corso, dice che sia utile, leggi qua le testimonianze degli ex-corsisti . Per conoscere tutto quello che c’è da sapere sul corso, leggi qui

 
 
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