Spot dei partiti, campagna elettorale triste

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Cercasi allegria, o almeno ironia, disperatamente. Il denominatore comune degli spot elettorali 2013 sembra una certa qual patina di mestizia socio-esistenziale.
Nei giorni scorsi sono stati diffusi i due ultimi filmati del Pd, quelli noti come «il parto» e «il bacio», diretti da Luca Miniero (il regista di Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord), con l’obiettivo di smuovere la componente emozionale dell’elettore giovane. E anche gli altri candidati non sono stati da meno, dando via al tam tam su YouTube e social network.
TRISTEZZA DIFFUSA. Ma, spiega aLettera43.it Gianpietro Mazzoleni, docente di Comunicazione politica, «i filmati sono tutti piuttosto tristi. Strano», ha aggiunto lo studioso, «perché molti protagonisti politici sanno essere divertenti quando vanno in televisione. A Beppe Grillo e Silvio Berlusconi, per esempio, sarebbe bastato fare un collage di momenti tivù, e invece, molti di questi spot fanno venire voglia di prendere una pillola di antidepressivo».
ANNI LUCE DAI MESSAGGI DI OBAMA E REAGAN. Insomma, a quanto pare in Italia siamo ancora lontani dalla forza comunicativa di certi spot Usa, che sono diventati classici della comunicazione politica: dal «Yes we can» di Barack Obama del 2008 al «Prouder, stronger, better» di Ronald Reagan, del 1984.
Anche perché molti filmati, aggiunge Mazzoleni, «non sono realizzati in maniera molto professionale: c’è una certa aria di videoartigianato». Una novità c’è, però. «Alcuni spot sono costruiti con la tecnica della pubblicità negativa: sono una rassegna dei difetti degli altri». Anche se, nota il professore, «è un procedimento che in Italia non ha ancora raggiunto i livelli americani».

Per vedere le pagelle, video per video, collegati qui.

(Bruno Giurato, www.lettera43.it, 4 febbraio 2013, articolo integrale)